Come affinare il digitale nel 2018
Pubblicato: 2018-01-09È il periodo dell'anno in cui i marchi si soffermano ad analizzare i successi che gli ultimi dodici mesi hanno portato e iniziano a guardare al futuro per nuovi modi per affinare le loro strategie digitali. Pianificare in modo efficace per il futuro significa avere una visione chiara delle tecnologie, dei comportamenti e delle aspettative dei consumatori che definiranno il prossimo anno. Di seguito analizziamo quattro tendenze digitali che avranno un grande impatto sulla sfera digitale nel 2018.
Ricerca vocale; Una forza da non sottovalutare
Il 2017 è stato l'anno in cui l'importanza e l'influenza delle interfacce conversazionali si sono cristallizzate. Il ritmo di adozione di altoparlanti connessi come Amazon Echo e Google Home è stato impressionante nel 2017 e non mostra segni di rallentamento nell'anno a venire. I dati pubblicati da eMarketer stimano che 24,5 milioni di altoparlanti connessi verranno spediti entro la fine dell'anno e fissano la penetrazione delle famiglie statunitensi al 13,8% entro la fine del 2018. L'adozione di altoparlanti connessi significa che un numero crescente di famiglie statunitensi viene introdotto nel assistenti vocali che alimentano questi dispositivi. Gli assistenti vocali e i chatbot sono destinati ad avere un impatto significativo sul modo in cui gli utenti interagiscono con le informazioni sul Web. Dal punto di vista puramente di ricerca, gli assistenti vocali significano che (idealmente) agli utenti viene presentata un'unica risposta corretta alla loro domanda, eliminando la pletora di opzioni presentate tramite la ricerca basata su testo. I content marketer dovranno iniziare ad adattare le loro strategie per concentrarsi su questo nuovo modo di cercare se sperano di competere in un panorama sempre più guidato dalla voce. Dal punto di vista del commercio, i dispositivi connessi esercitano anche una maggiore pressione sui rivenditori per ridurre l'attrito nel percorso di acquisto. Più i consumatori acquistano tramite il commercio conversazionale, più si abitueranno ad aspettarsi che le macchine svolgano il lavoro di smistamento, setacciatura e selezione dei prodotti per loro in base alle loro specifiche.
Il video è essenziale
Ormai la maggior parte dei marchi è consapevole che lo stato del marketing digitale è una specie di corsa agli armamenti dei contenuti. Creare contenuti di qualità è assolutamente essenziale per avere successo nel digitale, ma sfornare gli stessi contenuti è quasi quanto non fare nulla. La verità è che un approccio multimediale al contenuto è necessario se il contenuto di un marchio vuole distinguersi dalla concorrenza. I video sono un elemento centrale di quella strategia multimediale. Il tempo dedicato alla visualizzazione di video su dispositivi digitali cresce ogni anno e si prevede che nel 2018 sarà in media di 1:22 al giorno (eMarketer). Per le generazioni più giovani, la visualizzazione di video digitali è la norma, con il 90% dei millennial che guarda video digitali almeno una volta al mese. Una manciata di lanci di funzionalità social - Facebook Live e Instagram Stories - nell'ultimo anno hanno contribuito ad accelerare la proliferazione di contenuti video. Tutto ciò segnala una richiesta di contenuti video di qualità e una maggiore opportunità per la pubblicità video. In effetti, eMarketer stima che la spesa pubblicitaria video raggiungerà i 15,2 miliardi di dollari nel 2018, con un aumento di circa il 16,5% rispetto al 2017. Nel 2018 molti marchi cercheranno opportunità sia per creare contenuti video più coinvolgenti e autentici sia per incorporare i video come parte delle loro strategie pubblicitarie.

La realtà aumentata è in aumento
La realtà aumentata è diventata un argomento caldo con il successo travolgente di Pokemon GO, lanciato nell'estate 2016. La tecnologia e le sue applicazioni sono tutt'altro che frivole, anche se spesso sono divertenti. La rapida adozione mobile dell'ultimo decennio ha spianato la strada a rendere l'AR accessibile alla maggior parte della popolazione e questo mette i marchi nella posizione di sfruttare l'AR per connettersi con i consumatori in nuovi modi. Il 2017 ha visto il lancio di una manciata di progetti e collaborazioni AR di alto profilo. A settembre il colosso svedese degli articoli per la casa, IKEA, ha lanciato IKEA Place. IKEA Place è un'app AR basata su ARKit di Apple, un framework che consente agli sviluppatori di creare app di realtà aumentata per iPhone e iPad. Con IKEA Place i consumatori possono vedere come appariranno i mobili e l'arredamento della loro casa selezionando un prodotto e avvicinando il telefono all'ambiente circostante. ARKit di Apple e ARcore di Google stanno rendendo più facile per gli sviluppatori portare sul mercato app di realtà aumentata. Ciò comporterà un aumento del numero di app AR disponibili e incoraggerà la sperimentazione da parte degli utenti con la tecnologia. Nel 2018 i marchi dovrebbero cercare opportunità per utilizzare l'AR per migliorare l'esperienza del cliente in modi significativi.
La personalizzazione è fondamentale
La personalizzazione non è affatto una nuova tendenza. È stato menzionato come una tendenza dominante del marketing digitale da diversi anni. E non c'è da stupirsi perché, secondo i dati del sondaggio pubblicati da eMarketer, tra il 36% degli esperti di marketing afferma che la personalizzazione offre loro un aumento delle vendite dell'1-10% e il 30% afferma di aver visto un aumento tra il 10 e il 20%. Nonostante il fatto che la personalizzazione sia la parola fuori dalla bocca di ogni marketer e che l'evidenza supporti il suo impatto positivo sulle vendite, la maggior parte dei marchi deve ancora definire la propria strategia di personalizzazione, o addirittura iniziare a idearne una in alcuni casi. Secondo eMarketer, solo il 6% dei marketer afferma che le proprie iniziative di personalizzazione sono "avanzate", contro il 56% che afferma che le proprie sono "in corso", il 28% che ha appena iniziato e il 10% che non sta facendo nulla. La personalizzazione è già diventata la norma per la maggior parte dei consumatori, anche se i marchi non sono stati del tutto al passo. Spotify crea playlist musicali in base al comportamento di ascolto di ciascun consumatore sulla piattaforma. Google utilizza le nostre ricerche passate per prevedere cosa vorremo sapere dopo. Netflix elabora i dati di visualizzazione per darci opzioni in generi iper-specifici che sa già che ci piacciono, riducendo notevolmente l'onere della ricerca e aiutando a garantire che gli utenti possano raggiungere i contenuti che apprezzeranno. In altre parole, gli utenti digitali di oggi sono abituati a esperienze personalizzate e stanno iniziando a richiederle ai marchi con cui acquistano e con cui fanno affari.
Asporto
In questo periodo dell'anno c'è sempre un enorme clamore sulle prospettive per il settore e possiamo sicuramente aspettarci cose interessanti nel 2018. Anche se i marchi non dovrebbero necessariamente uscire e investire in queste tecnologie e cambiamenti tutti in una volta, è importante rimanere al top delle previsioni del settore se non per evitare di essere lasciati indietro dalla concorrenza. Le nuove tendenze presentano opportunità per le aziende lungimiranti di anticipare la curva.
